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432 Hz — Tapas: il fuoco della trasformazione

Buongiorno e buon inizio di giugno, come stai? Spero che questo periodo ti stia portando tanta luce e un po' di quella leggerezza tipica di questo periodo dell’anno. ☀️ Siamo nel mese del solstizio d’

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Buongiorno e buon inizio di giugno,
come stai?

Spero che questo periodo ti stia portando tanta luce e un po’ di quella leggerezza tipica di questo periodo dell’anno. ☀️

Siamo nel mese del solstizio d’estate: il momento in cui la luce raggiunge il suo culmine, le giornate si allungano al massimo e tutto intorno sembra ricordarci l’energia piena della stagione che sta iniziando.

È la stagione del fuoco.

Ed è esattamente il tema che voglio esplorare con te questo mese. Parleremo di Tapas, uno dei concetti più profondi di tutta la filosofia yogica.

Ma prima, come sempre, lascia che ti ricordi il significato del nome di questa newsletter.

Sappi che tutto vibra e ha origine da una vibrazione e questo succede perché tutto è energia: l’intero universo è fatto di energia e nulla al suo interno fa eccezione.

Tra le infinite frequenze, prendiamo nello specifico la frequenza 432 Hz: è quella a cui vibra il nostro pianeta e che ci permette di entrare in risonanza con il suo cuore, con la natura e gli elementi (non è un caso che la musica a 432 Hz sia perfetta per attività come la meditazione, la visualizzazione e la pratica in generale!).

Noi umani siamo parte della natura e ne beneficiamo sia fisicamente che spiritualmente quando siamo strettamente connessi con essa; ecco perché entrare in risonanza con questa frequenza porta più armonia ed equilibrio nella vita.

Ma torniamo alla newsletter di giugno! ☺️

Tapas è il terzo dei Niyama, le osservanze interiori descritte da Patañjali negli Yoga Sūtra. (di niyama ne abbiamo parlato in una delle prime newsletter che trovi qui)

La parola viene dalla radice sanscrita tap e viene spesso tradotta come disciplina, austerità, ardore, calore, fuoco interiore.

Ma quando parliamo di Tapas, non dobbiamo immaginare una disciplina rigida, fredda, imposta.
Non si tratta di costrizione, né di punizione, né di forzare oltre misura per dimostrare qualcosa.

**Tapas è una scelta consapevole che nasce da dentro.
**
È quella fiamma che ti fa tornare sul tappetino anche quando una parte di te preferirebbe rimandare.
È quella voce silenziosa che ti ricorda perché hai iniziato.
È la capacità di restare fedele a ciò che ti fa bene, anche quando la mente cerca distrazioni, scuse o scorciatoie.

Tapas è il fuoco della trasformazione: un fuoco che non consuma, ma purifica. Un fuoco che non distrugge, ma che rivela ciò che è essenziale.

In sanscrito, Tapas richiama proprio l’idea di calore.

E il calore, nella natura, trasforma: cuoce il cibo, scioglie il ghiaccio, accende la vita, trasforma la materia, brucia ciò che non serve più.

Nello stesso modo, nella pratica yogica, Tapas è il fuoco che aiuta a purificare: non solo il corpo, ma anche la mente, le emozioni, il modo in cui abitiamo le nostre scelte.

Brucia, poco alla volta, ciò che ci appesantisce, come le abitudini che non ci nutrono più, i pensieri limitanti, la pigrizia mentale, le distrazioni continue, la tendenza a rimandare ciò che, nel profondo, sappiamo essere importante.

Patañjali, negli Yoga Sūtra, ci ricorda che attraverso Tapas e la purificazione si sviluppano una maggiore padronanza del corpo, dei sensi e della mente.

È un insegnamento potente, perché ci ricorda che la libertà non nasce dal fare sempre ciò che vogliamo nell’immediato, ma dal non essere più schiavi dei nostri automatismi.

Quante volte diciamo di non aver tempo o di essere troppo stanchi per praticare, per esempio, e magari è vero. A volte siamo davvero stanchi, pieni, sovraccarichi e tapas non ci chiede di ignorare questo sentire.

Ci invita a fermarci un istante prima di agire in automatico. Di ascoltare con onestà cosa proviamo.
Tapas inizia proprio lì. In quel piccolo momento in cui puoi scegliere.

Il paradosso di giugno

Nella tradizione yogica e ayurvedica l’estate è la stagione governata dall’elemento fuoco, simbolo di energia, trasformazione, volontà.

In questo periodo si attiva anche naturalmente Manipura Chakra, il terzo centro energetico situato nel plesso solare — centro del potere personale, della volontà, della capacità di trasformare l’esperienza in crescita.

Nonostante questo, giugno è proprio il mese in cui si inizia a mettere la pratica in pausa.

Il caldo rende tutto più pesante.
Le vacanze spezzano la routine.
Le giornate lunghe sembrano invitarci fuori, lontano dal tappetino.
E lentamente si fa largo un pensiero tipico: “ricomincio a settembre”.

E così, quasi senza accorgercene, smettiamo di alimentare ciò che ci sostiene.

C’è un’immagine che racconta bene questo momento.

Immagina di avere un fuoco da custodire. Un fuoco che ti scalda nelle notti buie, che ti dà energia e presenza, che trasforma tutto ciò che tocca. Per tenerlo vivo devi raccogliere la legna ogni giorno. Non serve molto, basta non smettere.

Ma arrivano le belle giornate assolate. E ti chiedi: perché devo raccogliere la legna? Fuori si sta bene, non ho freddo adesso.

E così il fuoco diminuisce. Poco alla volta, si spegne.

Arriverà un momento in cui sentirai di aver bisogno del fuoco e ti accorgerai di non averlo alimentato con la costanza, con la presenza, con la passione.

Questo è il paradosso di giugno: siamo nella stagione del fuoco, ed è spesso proprio adesso che spegniamo il nostro.

Tapas non è sacrificio. È passione

C’è un equivoco comune intorno a questa parola.

Quando sentiamo parlare di austerità o autodisciplina, è facile pensare a rigidità, controllo, rinuncia, sforzo da sopportare.

Ma Tapas non è questo, è un fuoco che nasce da dentro.

È la forza che ti fa agire non per paura, o senso di colpa, obbligo, ma perché riconosci che qualcosa ha valore per te.
È scegliere di restare fedele a una direzione perché quella direzione ti appartiene.
È continuare a nutrire ciò che ami, anche quando non è sempre facile.
È tornare alla pratica non per dimostrare qualcosa, ma perché sai che lì ritrovi presenza, energia, chiarezza.

Solo quando una scelta nasce da un luogo libero e autentico possiamo parlare davvero di Tapas.

Non quando ci imponiamo una strada che non sentiamo.
Non quando ci forziamo per aderire a un ideale esterno.

Ma quando scegliamo, con sincerità, di prenderci cura di ciò che ci trasforma.

Nella tradizione c’è un’immagine molto bella per descriverlo: quella del mantice, lo strumento che si usa per soffiare sul fuoco di un camino.

Quando inizi a premerlo, il fuoco si accende, cresce, arde con più intensità. Non lo crea dal nulla, il fuoco c’era già. Magari piccolo. Magari nascosto sotto la cenere e quasi dimenticato.

Il mantice semplicemente lo alimenta, lo ravviva, gli dà forza.

Ecco, Tapas è questo. È soffiare sul tuo fuoco interiore.

Con risolutezza, con fermezza, con passione, ma senza violenza verso te stesso, senza costrizione. Con armonia.

Come coltivare Tapas in questo mese

Ecco tre modi concreti per alimentare il tuo fuoco interiore a giugno.

– Sul tappetino: una pratica minima, anche dieci minuti al giorno
Non sempre il fuoco si alimenta con una pratica lunga e intensa. Sono sufficiente dieci minuti fatti con presenza.

Scegli una pratica breve da ripetere quotidianamente: tre Saluti al Sole, cinque minuti di respiro consapevole, una breve sequenza per il centro, oppure semplicemente sederti in silenzio sul tappetino.

La regola è una sola: deve essere così semplice da poterla mantenere.

– Fuori dal tappetino: le piccole scelte quotidiane
Scegli cosa non alimentare. Coltivare Tapas non significa aggiungere qualcosa alla tua vita. A volte significa smettere di dare energia a ciò che ti spegne.

Per questo mese, osserva dove si disperde il tuo fuoco.

Forse in troppe ore al telefono. Forse nel dire sempre sì. Forse nel rimandare ciò che sai essere importante. Forse nel nutrire pensieri che ti appesantiscono.

Scegli una sola cosa da non alimentare, con gentilezza ma con fermezza.
Ogni volta che non dai energia a ciò che ti svuota, la rendi disponibile per ciò che ti trasforma.

– Journaling
Tapas cresce attraverso l’osservazione. Prima vedi dove va la tua energia, poi puoi scegliere con più chiarezza dove portarla. Quindi chiediti:
_“Cosa voglio davvero trasformare in me? E cosa sono disposta a lasciare bruciare perché possa emergere qualcosa di più autentico?”
_
Non cercare la risposta giusta. Lascia che arrivi quello che vuole arrivare. E poi, se vuoi, scrivilo.

Tapas non è per pochi. Non è riservato a chi pratica per ore o aspira alla realizzazione spirituale più profonda.

È per chiunque scelga, ogni giorno, di non abbandonare il proprio fuoco.

Anche quando fuori c’è il sole e raccogliere la legna sembra inutile. Anche quando dieci minuti sembrano pochi.

Non è il fuoco più grande che conta. È l’intenzione di non spegnerlo.

Prima di salutarci, ti lascio con il mantra per questo mese:

“Scelgo di nutrire ciò che mi trasforma”

Prima di andare, metti alla prova ciò che hai imparato con questo breve quiz: https://yogaacademy.it/quiz-del-mesetapas-il-fuoco-della-trasformazione/

Ti auguro un giugno luminoso e trasformativo.
Namaste,
Denise

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