Yoga Academy

Crea il tuo spazio sacro

Quante volte diciamo "non ho tempo" o "non ho spazio" per praticare. E quanto, in realtà, quello che ci manca non è il tempo o lo spazio, ma un posto dove tornare. Un angolo che ci aspetta. Un luogo c

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Quante volte diciamo “non ho tempo” o “non ho spazio” per praticare. E quanto, in realtà, quello che ci manca non è il tempo o lo spazio, ma un posto dove tornare. Un angolo che ci aspetta. Un luogo che sia davvero nostro.

A volte immagino gli studenti di Yoga Academy praticare, mi chiedo chissà dove praticano, questo “pratica dove e quando vuoi” di cui tanto parliamo, chissà come lo vivono concretamente.

Li immagino praticare sul tappetino in salotto tra il divano e la tv spenta. In camera da letto con il gatto che passa sopra il computer. Magari in cucina, dopo aver spostato i piatti della colazione. Forse cambiano posto ogni volta che praticano…

E mi chiedo se quello spazio li fa sentire davvero “a casa”.

Lo spazio che ti accoglie

Durante i miei retreat, quando arriviamo nella shala di yoga, succede sempre una cosa meravigliosa: le persone entrano, guardano intorno e fanno un respiro profondo. Come se il corpo riconoscesse immediatamente che quello è “il posto giusto”.

Non è magia. È semplicemente che quello spazio è stato creato con un’intenzione precisa. E questa intenzione si sente.

Quando vivevo nel garage a Fregene, in uno spazio piccolo e senza riscaldamento, una delle prime cose che ho fatto è stata creare il mio angolo di pratica. Non avevo nulla, praticamente. Ma quello spazio mi ha salvata.

Ogni mattina, anche nei giorni più difficili, anche quando il mondo sembrava crollare, lì c’ero io e il mio tappetino. E bastava.

Creare intenzionalmente uno spazio prima di praticare cambia tutto.

Il segreto non è dove, ma come

Naturalmente nel pensare a questo spazio non serve una stanza dedicata, non servono candele speciali, non serve l’altare perfetto da Instagram.

Serve intenzione.

Io ho praticato davvero ovunque: ho praticato sulla barca a vela con il mare mosso. Ho praticato in Giappone con la neve che cadeva fuori. Ho praticato in Perù con il cuore che batteva forte per l’altitudine. E ogni volta quello spazio, per quanto piccolo o improvvisato, è diventato sacro.

**Perché uno spazio diventa sacro nel momento in cui decidi che lo è.
**Nel momento in cui gli dici “qui lascio fuori il caos. Qui torno a me.”

Come creare il tuo spazio sacro (senza bisogno di fare un trasloco)

  • **Trova il tuo angolo
    **Non serve una stanza intera. Serve un punto della casa dove, quando ci entri, il corpo riconosce e sa che è il momento di fermarsi. Può essere un angolo del salotto. Un pezzo di camera da letto. Anche la cucina, se è l’unico spazio libero.L’importante è che sia sempre quello. Perché la ripetizione crea un’abitudine, e l’abitudine crea un rituale. E il rituale crea il sacro.

  • Scegli gli elementi che ti parlano
    Non copiare quello che vedi online. Scegli ciò che risuona con te.Ti piace la natura? Porta dentro questo spazio una pianta, una pietra raccolta in montagna, un ramo secco che hai trovato durante una passeggiata.Ti piacciono i profumi? Trova un incenso o un olio essenziale che quando lo senti ti riporta subito a casa, nel tuo centro.

    Ti piace il silenzio? Non serve nulla. Solo il tappetino e tu.

  • Crea un confine invisibile
    Quando entri nel tuo spazio di pratica, fai qualcosa che segni il passaggio. Un respiro profondo. Accendere una candela o il palo santo. Toglierti le scarpe e toccare il tappetino con le mani.
    Sembra una cosa da poco, ma il cervello la riconosce. E inizia a rallentare.Durante le mie dirette con gli studenti di yoga academy, anche se sono sulla barca a vela, anche se ci sono rumori e movimento intorno, appena mi siedo e respiro, qualcosa cambia. Lo sento nel corpo. Lo sentono anche gli studenti che seguono la pratica con me.È il confine tra il mondo di fuori e il tuo mondo interiore.

Gli errori che tengono lontani dalla pratica

So già cosa stai pensando. “Sì Denise, è bellissimo. Ma io non ho tempo. Non ho spazio. Non ho la casa giusta.”

Fermati un attimo e rifletti se stai cercando lo spazio perfetto o se stai cercando una scusa, magari per rimandare la pratica.

Il problema non è mai lo spazio. Il problema è la convinzione che debba essere perfetto prima di iniziare.

Vuoi sapere qual è il vero segreto per creare uno spazio sacro?
**Usarlo.
**
Ogni giorno. Anche solo cinque minuti. Anche se non te la senti. Anche se la giornata è stata un disastro e vorresti solo sprofondare sul divano.

Perché ogni volta che torni lì, quello spazio si carica di te. Della tua energia. Delle tue intenzioni. Del tuo respiro.

E dopo un po’ (non settimane, o pochi giorni giorni) quando entri in quello spazio, il corpo lo sa. Sa che è il momento di rallentare. Di ascoltare. Di tornare a casa.

Perché lo spazio sacro non è solo quello fisico che crei intorno a te. È soprattutto quello che costruisci dentro.

Inizia da qui

Non domani. Non quando avrai sistemato casa. Non quando avrai comprato il tappetino nuovo o le candele perfette.
Adesso.

Guarda intorno a te. Dove c’è un angolo tranquillo? Anche il più piccolo.
Metti lì il tuo tappetino. O anche solo una coperta. Siediti. Respira profondamente.

E dì a quello spazio: “Questo è il mio posto. Qui torno a me.”

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