432 Hz – Ritam: la ciclicità come saggezza
Ciao e buon inizio di luglio. Come stai? Spero bene. 😌 Sono qui a scriverti per il nostro appuntamento mensile con la newsletter, e questo mese voglio accompagnarti in una riflessione che riguarda qu

Ciao e buon inizio di luglio.
Come stai? Spero bene. 😌
Sono qui a scriverti per il nostro appuntamento mensile con la newsletter, e questo mese voglio accompagnarti in una riflessione che riguarda qualcosa che viviamo ogni giorno, anche quando non ce ne accorgiamo: i cicli.
Il ciclo del respiro. Delle stagioni. Del giorno e della notte. Del corpo e delle emozioni. Della pratica. Della vita stessa.
Prima di entrare nel tema di questo mese, lascia che ti spieghi il significato di questo nome così particolare!
_Tra le infinite frequenze, prendiamo nello specifico la frequenza 432 Hz: è quella a cui vibra il nostro pianeta e che ci permette di entrare in risonanza con il suo cuore, con la natura e gli elementi (non è un caso che la musica a 432 Hz sia perfetta per attività come la meditazione, la visualizzazione e la pratica in generale).
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_Noi umani siamo parte della natura e ne beneficiamo sia fisicamente che spiritualmente quando siamo strettamente connessi con essa; ecco perché entrare in risonanza con questa frequenza porta più armonia ed equilibrio nella vita.
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Ora, però, torniamo al nostro tema.
In questo periodo mi capita spesso di ripensare agli anni trascorsi in barca a vela durante questa stagione — quest’anno, per la prima volta, sarà diverso. Ripenso a quelle estati in cui, grazie al mare, ho imparato alcune delle lezioni più importanti della mia vita.
In barca non comandi tu. Comandano il vento, le maree, il meteo che cambia all’improvviso.
Puoi essere il marinaio più bravo del mondo, ma se remi contro la corrente, perdi la rotta. L’unica cosa intelligente da fare è leggere il ritmo della natura e assecondarlo.
E ripensando a quel mare, mi è tornata in mente una cosa con grande chiarezza: la natura non improvvisa mai.
L’alba non arriva in anticipo perché ha fretta. Un fiore non sboccia prima del tempo per mettersi d’accordo con la tua agenda.
**Tutto segue un ordine. Un ordine antico che in sanscrito prende il nome di Ritam.
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Ritam può essere inteso come l’ordine naturale delle cose, la legge ritmica che governa l’universo.
Il ritmo profondo della vita. La vita che non resta immobile, ma si manifesta nel movimento, nella ciclicità, nell’alternanza.
Non è un concetto astratto o lontano. Anzi.
Ritam è il sole che sorge e tramonta.
La luna che cresce, si riempie, cala e scompare.
Il respiro che entra e poi esce.
Il succedersi delle stagioni.
Il corpo che chiede azione e poi riposo.
È la vita che non procede in linea retta, ma per fasi.
Ritam è l’intelligenza che fa accadere ogni cosa al momento giusto. Non prima, non dopo.
E la cosa affascinante è che quella stessa legge vive anche dentro di te.
Il tuo respiro ha un ritmo. Il tuo battito ha un ritmo. La tua energia sale e scende durante il giorno, si muove con le fasi lunari e cambia con il passare delle stagioni.
Noi umani siamo parte della natura, e la natura è ciclica.
Non siamo separati da lei, anche se spesso viviamo come se lo fossimo.
E proprio perché siamo parte di essa, anche dentro di noi esistono ritmi, fasi, trasformazioni, momenti di espansione e momenti di raccoglimento.
Eppure, quante volte ce ne dimentichiamo?
_Quante volte pretendiamo da noi la stessa energia, la stessa produttività, la stessa lucidità, la stessa forza?
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Come se fossimo una macchina che dovrebbe funzionare sempre alla stessa intensità.
Come se cambiare ritmo fosse un errore.
Ci colpevolizziamo quando l’energia cala, come se fosse un difetto da correggere e non un’onda da assecondare.
Remiamo contro il nostro stesso ritmo e poi ci chiediamo perché siamo così stanchi.
La saggezza di Ritam suggerisce qualcosa di diverso: non devi creare il tuo ritmo. Ti basta ricordartelo.
C’è già. È sempre stato lì.
E allora ogni tanto vale la pena fermarci e chiederci: _“Sto rispettando il mio ritmo?”
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Questa è una domanda semplice, ma potentissima.
Spesso, infatti, non soffriamo solo per quello che viviamo, ma per il modo in cui ci opponiamo ai cicli naturali della vita.
Vogliamo fiorire quando sarebbe il momento di radicare.
Vogliamo produrre quando sarebbe il momento di riposare.
Vogliamo chiarezza quando siamo ancora in una fase di trasformazione.
Vogliamo cominciare qualcosa di nuova senza aver lasciato andare il vecchio.
E così iniziamo a forzare.
Forziamo il corpo, la mente, le emozioni, i tempi…
Ma la natura non forza mai.
Un seme non diventa fiore in un giorno.
La luna non diventa piena saltando le sue fasi.
L’alba non arriva senza attraversare la notte.
E noi, che siamo natura, non facciamo eccezione.
Ritam: oltre l’idea di controllo
Viviamo in un mondo che ci spinge continuamente a controllare tutto: il tempo, il corpo, le emozioni, i risultati, la nostra immagine e persino il nostro percorso di crescita.
Ci viene insegnato che andare avanti significa migliorare sempre, fare di più, essere più costanti, più performanti, più disciplinati.
Ma raramente ci viene insegnato ad ascoltare.
Nello yoga l’ascolto è fondamentale, e il tappetino diventa il luogo in cui possiamo imparare a praticarlo.
È lì che, respiro dopo respiro, iniziamo a sentire quando spingere e quando fermarci, quando espanderci e quando raccoglierci.
Ritam ci ricorda proprio questo: la vera saggezza non sta nel controllo assoluto, ma nella capacità di riconoscere il ritmo giusto di ogni cosa.
C’è un tempo per agire e uno per fermarsi.
Uno per espandersi e uno per raccogliersi.
Uno per iniziare e uno per lasciare andare.
Uno per spingere e uno per arrendersi.
Questo non significa diventare passivi o aspettare che la vita accada senza partecipare. Significa imparare a collaborare con essa, invece di combatterla.
Significa fidarsi del fatto che nella ciclicità nulla è davvero sprecato.
Ogni fase, anche le più lente, più vuote o più confuse, hanno una loro funzione, una bellezza, un senso.
Quante volte hai attraversato una fase difficile e solo dopo hai capito cosa ti aveva insegnato?
Quante volte un momento di apparente blocco si è rivelato necessario per cambiare direzione?
Quante volte una fine, che all’inizio sembrava solo dolorosa, ha creato spazio per qualcosa di più vero per te?
Il senso che ricorda il ritmo
Dopo questa riflessione, proviamo a portare Ritam nella pratica: non come un concetto da capire, ma come un’esperienza da sentire. Un modo semplice per tornare in connessione con noi, con il nostro ritmo e con quello della natura.
Da dove iniziare? Da un senso prezioso, spesso sottovalutato: l’olfatto.
È il più antico dei nostri sensi. Quello che salta la mente razionale e arriva dritto alle emozioni, alla memoria, al corpo.
Un odore può riportarti a un’estate di vent’anni fa in una frazione di secondo. Può calmare il respiro prima ancora che tu te ne accorga.
Per questo, tra i modi per riallinearsi al proprio ritmo, ci sono proprio gli odori, in particolare quelli della natura che parlano a una parte antica di noi, quella che ancora ricorda i ritmi delle stagioni.
Non è un caso che gli oli essenziali facciano parte della mia quotidianità, sia nella pratica sul tappetino, sia nei piccoli rituali di ogni giorno.
Gli oli essenziali sono il ritmo della pianta fatto essenza. Ogni fiore, ogni radice, ogni foglia concentra in sé il tempo lento della crescita, le stagioni, la luce assorbita giorno dopo giorno.
E hanno il potere di riportarci, in un solo respiro, dentro quel ritmo naturale che abbiamo dimenticato.
Te ne lascio tre, secondo me perfetti per questo mese:
– La lavanda che raffredda il fuoco di Luglio e ti riporta alla quiete.
– L’incenso che approfondisce il respiro sul tappetino.
– La menta che risveglia senza forzare.
Io utilizzo quelli di Olfattiva e mi sento di consigliarteli: sono prodotti di altissima qualità.
Come tornare al tuo “Ritam” (ritmo)
Oltre agli odori, ci sono altri piccoli gesti che ti rimettono in ascolto.
☀️Segui la luce. In estate il corpo si sveglia prima e chiede tregua nelle ore calde. Potresti praticare al mattino presto o al tramonto, quando l’aria è più fresca.
🌬️Torna al respiro. È il metronomo che porti sempre con te. Quando senti che stai accelerando, fermati e fai tre respiri lunghi.
🌊 Accogli i cali di energia. Quando l’energia scende, non è un fallimento. È una fase di espirazione. E senza espirazione, ricorda, non esiste ispirazione.
Vivere seguendo i ritmi significa danzare con ciò che è.
È la differenza tra nuotare controcorrente e lasciarsi portare nella stessa direzione in cui, in fondo, volevi già andare.
La natura non ha fretta. Eppure tutto si compie.
E lo stesso, se glielo permetti, vale per te.
Prima di salutarti, come sempre, ti lascio il mantra del mese:
**“Onoro il mio ritmo e mi fido dei cicli della vita”
**
Portalo con te per tutto il mese.
Sul tappetino e fuori.
Ti auguro uno splendido luglio all’insegna dell’ascolto, della ciclicità e della fiducia nei tuoi tempi.
Un abbraccio,
Denise 🌸
PS: Prima di lasciare questa pagina scopri cosa hai imparato da questa newsletter, clicca qui per un breve quiz: https://yogaacademy.it/quiz-del-mese-ritam-la-ciclicita-come-saggezza/
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